110’356 firme contro l’estrazione mineraria distruttiva dei fondali marini
Il 19 febbraio 2026 abbiamo consegnato presso la sede di Baar della multinazionale svizzera Glencore una petizione contro l’estrazione mineraria distruttiva per i fondali marini.

In totale, 110’356 persone hanno sostenuto il nostro appello, chiedendo a Glencore di rescindere immediatamente il suo contratto di acquisto di materie prime provenienti dall’estrazione mineraria in acque profonde.
Le profondità marine rientrano tra gli ecosistemi più eccezionali e meno conosciuti del pianeta. Ospitano decine di migliaia di specie, molte delle quali devono ancora essere scoperte. Alcune, come il capodoglio, sono oggi gravemente minacciate.
Nonostante un accordo internazionale volto a proteggere i fondali marini da qualsiasi sfruttamento commerciale, il presidente statunitense Donald Trump intende autorizzare le imprese a sfruttare una vasta area del Pacifico per estrarne risorse minerarie.
La forte mobilitazione contro questa industria distruttiva lancia un segnale chiaro: la popolazione svizzera non vuole che multinazionali come Glencore traggano profitto da attività che possono mettere in pericolo un intero ecosistema senza dover rispondere delle proprie azioni.
Questo esempio mostra ancora una volta perché l’Iniziativa per multinazionali responsabili è necessaria: se multinazionali come Glencore traggono beneficio da attività associate a impatti ambientali, devono poter essere chiamate a risponderne.