Esempio di caso

Avvelenati all’insegna della sostenibilità: come i coltivatori di cacao di Lindt & Sprüngli sono esposti a pesticidi altamente tossici

Nell’ambito del programma di sostenibilità di Lindt & Sprüngli, i coltivatori di cacao ghanesi usano pesticidi vietati nell’UE e in Svizzera, mettendo a rischio la loro salute. Ecom, un intermediario svizzero, per anni ha persino utilizzato i corsi di formazione per distribuire pesticidi pericolosi ai coltivatori di cacao che riforniscono Lindt & Sprüngli.

La coltivazione del cacao in Ghana sta attraversando una crisi senza precedenti. I terreni sono rovinati dalla siccità, dalla monocoltura e dall’uso di fertilizzanti e pesticidi sintetici. © Francis Kokoroko

«Mi fa male vedere la mia fattoria in questo stato», dice Osei Kwame Williams. Incontriamo il coltivatore di cacao nella sua fattoria a Mfanibu: il piccolo villaggio si trova nella regione ghanese di Ashanti, famosa per il suo cacao. Migliaia di piccoli agricoltori lo coltivano qui, su piccoli appezzamenti che sembrano boschi bassi, con un solo tipo di albero. Il cacao non è originario del Ghana e viene coltivato principalmente in monocoltura. Spesso per farlo viene disboscata la foresta pluviale tropicale. Gli alberi di Williams sono grandi e ramificati, si vede che non vengono potati da molto tempo. La potatura è fondamentale per la salute degli alberi di cacao e per un buon raccolto. «Ora è troppo tardi», dice Williams. Anche l’erba e le erbacce sotto gli alberi sono alte. Assorbono l’acqua dal terreno di cui gli alberi avrebbero bisogno, perché negli ultimi mesi ha piovuto troppo poco. La crisi climatica sta mettendo sempre più a dura prova gli agricoltori. Negli ultimi dieci anni, i periodi con temperature massime giornaliere superiori ai 32°C si sono allungati di tre settimane all’anno. Fa troppo caldo per gli alberi di cacao.

Protesta contro i pesticidi altamente pericolosi usati da Lindt & Sprüngli

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Williams ci mostra un piccolo insetto su un baccello giovane e ancora verde che cresce dal tronco di un albero di cacao. È un tipo di cimice, chiamata in Ghana «Akate». «Qui distruggono tutto», dice. Sotto uno degli alberi ci sono due contenitori di plastica vuoti di un insetticida chiamato «Akate Star». Sembra che non abbia funzionato. L’Akate non è l’unica piaga con cui l’agricoltore deve combattere: anche la malattia del Blackpod gli dà filo da torcere. Nell’erba ci sono baccelli di cacao neri, come bruciati. Sono stati attaccati da un fungo. Inoltre, in alcuni tronchi si sono insediate le termiti, che li stanno scavando dall’interno. La coltivazione del cacao in Ghana sta attraversando una crisi senza precedenti. A soffrirne di più sono i piccoli agricoltori come Osei Kwame Williams, la maggior parte dei quali vive in povertà perché non riesce a vendere i propri semi a prezzi che garantiscano loro un reddito sufficiente.

Sul sito web ballano le coltivatrici di cacao

Sulla carta, la fattoria di Williams è una «demo plot», cioè una fattoria dimostrativa del produttore di cioccolato Lindt & Sprüngli. Ai margini della tenuta, verso la strada, nascosta nell’erba alta, c’è una targa metallica che fa notare la collaborazione. Il logo del «Lindt & Sprüngli Farming Program» è stato cancellato dalla pioggia ed è quasi illeggibile. L’azienda svizzera compra la maggior parte delle sue fave di cacao dal Ghana , che poi trasforma in tavolette di cioccolato, uova di Pasqua e pralinati a Kilchberg e in altre fabbriche in tutto il mondo. Secondo le proprie dichiarazioni, l’azienda lavora con più di 61.000 coltivatori e coltivatrici di cacao ghanesi. Più che in qualsiasi altro paese da cui Lindt & Sprüngli importa cacao.

Tutti loro fanno parte del «Farming Program». «Con il Farming Program vogliamo aiutare a rafforzare la resilienza dei coltivatori di cacao e delle loro famiglie e promuovere metodi di coltivazione più sostenibili», risponde una portavoce di Lindt & Sprüngli alla nostra presa di contatto. Il logo del programma, una fava di cacao gialla su sfondo marrone, si trova sulla maggior parte dei prodotti Lindt & Sprüngli. Ha lo scopo di garantire ai clienti, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, che il cacao è stato prodotto in modo sostenibile ed equo. Sul sito web del programma sono pubblicate immagini di coltivatori di cacao che sorridono e ballano – il tutto molto colorato e positivo. Secondo il produttore di cioccolato di Kilchberg, la fattoria incolta di Osei Kwame Williams è il risultato di una collaborazione di successo.

Lindt & Sprüngli si procura la maggior parte delle sue fave di cacao dal Ghana. Il «Lindt & Sprüngli Farming Program» fa parte della strategia di sviluppo sostenibile dell’azienda. La sua attuazione in Ghana è garantita da diversi commercianti di materie prime che lavorano sul posto. © Francis Kokoroko

«In passato Lindt era il più grande acquirente di cacao in questa regione», racconta Williams. Nel 2014 è stato contattato dagli agronomi di Ecom. L’azienda svizzera di commercio di materie prime è il partner più importante di Lindt & Sprüngli in Ghana nell’attuazione del suo programma di sostenibilità. Cercavano una piantagione di cacao vicino alla strada, facile da raggiungere in macchina. Il contadino gli ha affittato una parte della sua terra. In cambio ha ricevuto 250 Ghana Cedi al mese, circa 20 dollari americani. In più, gli agronomi di Ecom gli hanno dato gratuitamente fertilizzanti chimici e insetticidi. Lindt ha messo i soldi per una piccola scuola nel villaggio e, secondo Williams, ha anche promesso di costruire un pozzo. Ma questo non c’è ancora. Gli agronomi di Ecom hanno preso campioni di terreno, potato gli alberi e portato degli spruzzatori per trattarli con pesticidi. Con “Confidor” e “Akate Master”, come ricorda il piccolo agricoltore. “Spruzzavano ogni mese da aprile a novembre, con una frequenza che altrimenti non mi sarei mai potuto permettere”. I raccolti sul “demo plot” erano buoni, molto migliori rispetto al resto dei suoi terreni. Ecom ha riunito i coltivatori di cacao della zona per dei corsi di formazione nella fattoria di Williams. Lì i coltivatori di cacao non hanno imparato solo la teoria della lotta sostenibile contro i parassiti, ma anche come usare fertilizzanti sintetici e pesticidi per ottenere i massimi rendimenti. All’epoca, racconta Williams, raccoglieva dieci sacchi di cacao su poco meno di mezzo ettaro. «Oggi ne raccolgo appena quattro».

Uso sistematico di pesticidi vietati in Svizzera

Gli insetticidi «Confidor» e «Akate Master» , usati dagli agronomi di Ecom alla fattoria di Williams, hanno ingredienti che sono vietati nell’UE e in Svizzera perché possono essere pericolosi per la salute delle persone e l’ambiente. Sono infatti classificati come «highly hazardous pesticides» (HHP) – quindi pesticidi altamenti pericolosi – dalla «Pesticide Action Network» (PAN), a cui fanno riferimento molti ricercatori e ONG.

Molti dei pesticidi utilizzati nella produzione di cacao, sostanze appunto vietate in Europa e in Svizzera, provengono dal gruppo agricolo Syngenta, con sede a Basilea, e dalla sua filiale Adama. Tra questi ci sono «Actara 240 SC» con il principio attivo tiametoxam e «Galil 300 SC» con imidacloprid e bifentrina.

Durante questa ricerca abbiamo intervistato diciassette coltivatori di cacao nei dintorni di Tepa e Goaso. Sette di loro vendono i loro chicchi a Ecom, il principale partner locale e acquirente di Lindt in Ghana. E quattro fanno parte del «Lindt & Sprüngli Farming Program» – o almeno ne facevano parte, tra cui Williams. Tutte le persone che abbiamo intervistato ci hanno detto che usano regolarmente pesticidi che, anche se sono autorizzati in Ghana, secondo la PAN sono altamente pericolosi e vietati nell’UE e in Svizzera. Nessuno di loro utilizza dispositivi di protezione efficaci, quindi sono esposti a sostanze chimiche pericolose.

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Per anni questi pesticidi sono anche stati venduti agli agricoltori

Le dichiarazioni di due testimoni mostrano inoltre che fino al 2023, sempre nell’ambito del «Lindt & Sprüngli Farming Program», sono stati venduti pesticidi altamente tossici agli agricoltori di cacao su commissione. Al centro di queste rivelazioni c’è il controverso commerciante di materie prime Ecom, con sede a Pully (VD), che in Ghana gestisce gran parte del programma e commercializza pesticidi tramite la sua filiale Crop Doctor.

La maggior parte dei produttori di cacao che abbiamo intervistato afferma di utilizzare frequentemente pesticidi che, pur essendo autorizzati in Ghana, sono considerati altamente pericolosi dal PAN e vietati nell’Unione Europea e in Svizzera. © Francis Kokoroko

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La ricerca completa è qui disponibile in francese e qui in tedesco.

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