Firmare la lettera aperta al Consiglio federale

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Le maggiori lacune del controprogetto:

1. Molti commercianti di materie prime dubbi sono esclusi

La prevista legge sulle multinazionali responsabili dovrebbe applicarsi solo alle multinazionali con un fatturato di 1,5 miliardi di franchi e almeno 5’000 dipendenti. Molte multinazionali problematiche che operano dalla Svizzera ne sarebbero quindi escluse.

È il caso, ad esempio, del gruppo agricolo Socfin, attorno alle cui piantagioni sono ben documentati sfruttamento sessuale, conflitti fondiari e violenze.

2. Raffinerie d’oro non interessate

Anche le raffinerie d’oro svizzere non sarebbero toccate dalla legge. Eppure, la Svizzera è la principale piazza commerciale di oro al mondo.

L’oro proviene spesso da fonti problematiche, come dimostra il caso della miniera North Mara in Tanzania. Nonostante intorno alla miniera si verifichino violenze gravi, per anni la raffineria svizzera MKS Pamp ha lavorato questo oro problematico chiudendo gli occhi di fronte alle violazioni dei diritti umani.

3. Syngenta continua a vendere pesticidi altamente tossici

Syngenta vende pesticidi altamente tossici in tutto il mondo, anche quando il loro utilizzo è vietato in Svizzera. Questi pesticidi avvelenano l’acqua potabile in Costa Rica o i coltivatori di cacao in Ghana. Ma il controprogetto si rivela qui inefficace: l’utilizzo di sostanze chimiche altamente tossiche continuerebbe a non essere regolamentato.

4. Persistono le condizioni di smaltimento catastrofiche

Secondo la legge, le multinazionali avrebbero una responsabilità principalmente nei confronti dei propri fornitori. Nella parte a valle della catena del valore, lo smaltimento di materiale altamente tossico o la demolizione di navi non sarebbero inclusi. Questo è un problema: è noto che il gigante dei trasporti MSC fa demolire le proprie navi da carico e da crociera in condizioni catastrofiche sulle spiagge in India e Bangladesh. Molti lavoratori perdono la vita in questo processo.